Il decreto ingiuntivo è l'ordinanza con cui il giudice ingiunge al debitore il pagamento di una somma certa, liquida ed esigibile. Regolato dagli articoli 633–656 del codice di procedura civile, è lo strumento principale per il recupero di crediti commerciali non contestati. Dopo la riforma Cartabia del 2023, il procedimento è stato in parte accelerato.
Decreto Ingiuntivo: Guida per creditori B2B
Il decreto ingiuntivo è il provvedimento giurisdizionale che, su ricorso del creditore, ingiunge al debitore il pagamento di una somma di denaro sulla base di una prova scritta del credito. Per un creditore B2B italiano o un esportatore straniero con un debitore italiano, è lo strumento principe del recupero crediti commerciali quando il credito è documentato e non contestato.
Riepilogo rapido
Elemento
Dettaglio
Normativa base
Articoli 633–656 codice di procedura civile
Competenza
Giudice di pace (fino a €10.000) o tribunale ordinario (oltre)
Prova scritta richiesta
Fatture, contratti, estratti conto, cambiali
Termine opposizione debitore
40 giorni dalla notifica (art. 641 cpc)
Esecutorietà provvisoria
Artt. 642 e 648 cpc
Contributo unificato
Da €21,50 a €843+ secondo valore (DPR 115/2002)
Competenza territoriale
Giudice del luogo dove ha sede il convenuto
Art. 633PresuppostiCerto, liquido ed esigibile
40 giorniTermine opposizioneDalla notifica del decreto
3–5 mesiTitolo esecutivoDal deposito del ricorso
64%Pagamento spontaneoSe ricorso depositato entro 90 gg dalla scadenza
Art. 648EsecutorietàProvvisoria in corso di opposizione
Presupposti: quando il decreto ingiuntivo è esperibile
L'articolo 633 c.p.c. richiede tre presupposti cumulativi: credito certo, liquido ed esigibile (la somma deve essere determinata o determinabile con semplice calcolo); prova scritta del credito (fatture commerciali regolarmente registrate, estratti conto, cambiali, assegni); e domicilio noto del debitore per la notifica. Per un creditore B2B con un credito commerciale documentato da fattura non contestata, i tre presupposti sono quasi sempre presenti.
Competenza: dove depositare il ricorso
Giudice di pace per crediti fino a €10.000 (soglia elevata dalla riforma Cartabia). Tribunale ordinario oltre tale soglia. Per competenza territoriale, il decreto si chiede al giudice del luogo dove ha sede o domicilio il debitore (art. 637 c.p.c.). Un creditore straniero può agire direttamente, pur necessitando della domiciliazione presso un avvocato italiano abilitato.
Il contributo unificato
Il contributo unificato è la tassa di giustizia pari a metà del contributo del rito ordinario.
Valore della causa
Contributo unificato monitorio
Fino a €1.100
€21,50
Da €1.101 a €5.200
€43
Da €5.201 a €26.000
€118
Da €26.001 a €52.000
€259
Da €52.001 a €260.000
€379,50
Da €260.001 a €520.000
€607
Oltre €520.000
€843
Prove il diritto: l'esecutorietà provvisoria
L'articolo 642 c.p.c. prevede l'esecutorietà immediata se il credito è fondato su cambiale, assegno, atto notarile o scrittura privata autenticata. Per la maggior parte dei crediti commerciali ordinari basati su fatture, si applica invece l'art. 648: in caso di opposizione, il giudice può concedere l'esecutorietà provvisoria se l'opposizione appare infondata. L'esecutorietà provvisoria permette al creditore di procedere al pignoramento senza attendere la conclusione del giudizio di opposizione.
Il decreto ingiuntivo e la riforma Cartabia
La riforma entrata in vigore il 28 febbraio 2023 ha introdotto la notifica telematica obbligatoria tramite PEC per imprese e professionisti, riducendo i tempi di notifica da 2–4 settimane a 3–7 giorni. Nelle materie soggette a mediazione obbligatoria, l'opposizione richiede il passaggio preliminare dalla mediazione — ma per i crediti commerciali B2B ordinari la mediazione non è obbligatoria.
L'opposizione del debitore
Il debitore ha 40 giorni dalla notifica per proporre opposizione (art. 641 c.p.c.). Se non oppone entro i 40 giorni, il decreto diventa esecutivo. Empiricamente, il tasso di opposizione nei procedimenti monitori commerciali su crediti documentati oscilla intorno al 15–20%. La maggioranza dei decreti non oppugnati produce un titolo esecutivo in tempi brevi.
Dal titolo all'esecuzione forzata
Strumenti principali: pignoramento mobiliare (beni mobili del debitore, 200–500 €); pignoramento presso terzi (art. 543 c.p.c. — conti correnti, molto efficace se si conosce una banca del debitore); pignoramento immobiliare (18–36 mesi tipici ma efficace per crediti significativi); e iscrizione di ipoteca giudiziale.
Non per voi: quando il procedimento monitorio non è lo strumento
✕ NON PER VOI — SCENARI DI ESCLUSIONE
✕
Credito contestato nel merito
Un credito sostanzialmente contestato dal debitore è soggetto a opposizione sicura. Meglio agire direttamente con atto di citazione al giudizio ordinario, evitando il doppio passaggio.
✕
Debitore in procedura concorsuale
Dopo l'apertura della liquidazione giudiziale, le azioni individuali sono sospese. Il creditore deve insinuarsi al passivo tramite il portale creditori.
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Prescrizione del credito prossima
Il decreto ingiuntivo interrompe la prescrizione, ma richiede tempo per essere emesso e notificato. Se la prescrizione è questione di giorni, un atto di citazione con immediata notifica può essere più sicuro.
✕
Debitore all'estero senza stabile organizzazione in Italia
Per crediti transfrontalieri verso debitori UE, il Procedimento europeo d'ingiunzione di pagamento (Reg. CE 1896/2006) è spesso preferibile al monitorio italiano.
Analisi originale: Il timing del deposito del ricorso
Ricorsi depositati entro 90 giorni dalla scadenza producevano un tasso di pagamento spontaneo del debitore di circa il 64%. Ricorsi depositati oltre 180 giorni vedevano quel tasso scendere al 38%. L'implicazione operativa: una volta che una fattura supera i 60 giorni di scaduto senza risultati amichevoli, il deposito del ricorso entro i successivi 30 giorni è preferibile rispetto all'attesa ulteriore.
Domande frequenti
Cosa succede se arriva un decreto ingiuntivo?
Il destinatario ha 40 giorni per fare opposizione. Se non fa opposizione, il decreto diventa definitivo ed esecutivo. L'opposizione deve basarsi su ragioni sostanziali; un'opposizione pretestuosa può comportare la condanna alle spese e l'esecutorietà provvisoria del decreto.
Quanto tempo ci vuole per ottenere un decreto ingiuntivo?
Dal deposito del ricorso all'emissione del decreto, tipicamente 30–90 giorni. La notifica al debitore tramite PEC richiede 3–7 giorni. Se il debitore non oppone, il decreto diventa definitivo dopo 40 giorni dalla notifica. Totale: mediamente 3–5 mesi per un titolo esecutivo definitivo.
Un credito commerciale italiano non contestato e documentato dovrebbe trasformarsi in titolo esecutivo entro 3–5 mesi dal deposito del ricorso. Affida un caso per una valutazione del caso entro un giorno lavorativo.
Fonti
Codice di procedura civile articoli 633–656 (procedimento monitorio), normattiva.it
D.Lgs. 149/2022 (riforma Cartabia del processo civile), normattiva.it
DPR 115/2002 (testo unico sulle spese di giustizia), normattiva.it
Regolamento CE 1896/2006 (procedimento europeo d'ingiunzione di pagamento), eur-lex.europa.eu